28 July 2015

Teoria economica, da zero /33.3

Il prezzo del lavoro è il risultato dello stesso processo che determina il prezzo di tutti gli altri beni: il compratore (il datore di lavoro) e il venditore (il lavoratore) devono trovare un accordo sul prezzo per il lavoro oggetto dello scambio. Il salario cadrà in un intervallo i cui estremi sono determinati dai giudizi di valore del lavoratore e del datore di lavoro. Ad un estremo dell'intervallo c'è il minimo salario a cui il lavoratore sarebbe disposto a lavorare: ad esempio potrebbe avere un altra offerta di €11.95 l'ora, che significherebbe che l'offerta minima che accetterebbe sarebbe €12.00 l'ora, o magari quell'offerta minima deriva dal fatto che ha altre fonti di sostentamento e per meno di quella paga pensa non valga la pena uscire di casa. All'altro estremo dell'intervallo il datore di lavoro ha una certa quantità di guadagno che si aspetta di ottenere dall'avere un impiegato in più: diciamo €13.00 l'ora. Non sarebbe disposto dunque a offrire più di €12.95 l'ora. Se dunque troveranno un accordo sarà fra €12.00 e €12.95 l'ora.
 
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