23 May 2015

Teoria economica, da zero /20.2

In secondo luogo, nonostante il mercato sia costituito da molte decine di attori, ad essi manca un modo per quantificare i propri affari. Un commerciante, chiamiamolo Marco, che produce strumenti per la pesca, non può tener traccia in alcun modo della sua attività, se sia in perdita o meno. Un suo eventuale libro contabile non potrebbe che contenere un semplice elenco di beni incommensurabili: lato spese, ad esempio, potrebbe avere segnato 1000 ami, 4 reti e 20 canne da pesca; lato entrate potrebbero esserci 4 martelli, 10 chili di ferro, 2 sedie e 10 corde. Ma non ha alcun modo di giudicare se, al netto, le transizioni sono state di profitto o meno: sta davvero lavorando abbastanza bene da riuscire a provvedere non solo al suo mero sostentamento, ma anche ai beni capitali di cui ha bisogno per proseguire l'attività? C'è forse una combinazione diversa, più efficiente, di beni capitali che avrebbe potuto acquistare al posto di quelli che ha acquistato? Non sarebbe forse stato meglio prendere 7 chili di ferro e 20 corde? L'ideale sarebbe che trovasse un'unità di conto comune a tutti i beni.
Nella condizione di mercato a baratto dell'isola, non c'è che l'intuizione, per capire come stanno andando gli affari. Ma gli uomini sono ingegnosi nel trovare modi per migliorare le proprie condizioni.
 
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