21 December 2013

Facebook

 
Vista la stanchezza che da tempo immemore ormai ha preso questo blog, senza alcuna vitalità su facebook che la compensi, verrebbe proprio da dubitare che la causa del languire della blogosfera sia dovuta ad un trasferimento rigido verso i social network. Ma è anche vero che questo blog non è mai stato particolarmente prolifico, e comunque un caso singolo non fa statistica (il caro vecchio fabristol, tanto per dire, sembra non aver minimamente perso lo slancio — grazie a lui! — e chissà se scrive anche su facebook...).
Io non frequento (ancora?) il social blu, ma voi, che dite, c'è vita da quelle parti? A parte gli scambi di auguri di Natale e le foto di gattini, intendo...
 
Il pretesto per questo post risale a molto tempo fa, quando mi capitò di notare, nelle statistiche di accesso al blog, la stringa di referrer "www.facebook.com": qualcuno, cioè, era arrivato sul mio blog a partire da un link presente su una pagina di facebook.
Ma il refereer era proprio "www.facebook.com", e niente più. Non c'era modo, cioè, di risalire a quale pagina facebook mi citasse, come invece sarebbe avvenuto se l'accesso fosse arrivato da un blog. Chi, e perché, e commentando cosa, aveva messo un link ad un mio post?
Il motivo tecnico, forse, è che quella pagina era privata; visibile, cioè, solo alla catregoria di utenti facebook che stavano in un particolare stato di relazione (parentela? amicizia? conoscenza?) con la persona che ha condiviso il link. A rigore, infatti, non bisognerebbe paragonare quella pagina facebook al post di un blog, ma ad una email, eventualmente inviata ad una mailing list, comunque non come fosse un forum pubblico.
(Questo a voler concedere il beneficio del dubbio perché, chissà, magari il comportamento sarebbe stato esattamente lo stesso anche se la pagina fosse stata "pubblica". Qualcuno di voi sa come stanno le cose?)
Se davvero, dunque, le discussioni si sono semplicemente trasferite su Facebook, vorrei esprimere il mio rammarico per la perdita del carattere di pubblicità (nel senso di essere pubblico, non di réclame) delle conversazioni: su Facebook, il loro flusso è necessariamente relegato a dinamiche strettamente simmetriche di "amicizia", rinforzando l'effetto "ognuno nella sua bolla", ma soprattutto impedendo, o comunque rendendo più difficile, la serendipità.
 
Più recentemente, a dare una spinta a concludere e pubblicare questo post, mi è capitato di imbattermi in un "post"(?) su Facebook del mio recensore musicale (e non solo) preferito. Ovviamente la serendipità non è capitata grazie a Facebook, ma a Twitter.
 
(Ah, Twitter: chissà se un giorno troverò il tempo per scriverci un post; per il momento mi limito a dire che non riesco a capirlo e nonostante ripetuti tentativi di tuffarmici, ogni volta mi ritrovo ad annasparci senza fiato — e no, il naufragare non è affatto dolce.)
 
Su Twitter, dicevo, mi imbatto in questo ritaglio di pagina di facebook, e sono di nuovo preso da quell'angoscia adolescenziale dello star perdendomi qualcosa di interessante. Dove scrive, ancora, il mio Fillioley? Ok, su parrucchiera 2.0: dovrò filtrare le cose interessanti dal mare di quelle personali e futili; non è detto che ci riesca, ma posso provarci: datemi subito i feed!
 
(A proposito di feed, lo sapete che è tornato NewsRob? Come sarebbe a dire, cos’è?! Non ve ne avevo parlato in una puntata della rubrica Android App of the Day? Ah, no, è vero, avete ragione… Beh, per chi si ricorda cos'era, ora si chiama GrazeRSS ma è lo stesso di prima: interfacciaccia spartanissimissima ma con la gestione dell’offline-reading in assoluto migliore sulla piazza; e la novità è che da poco si interfaccia anche con Feedly, il miglior compromesso post-google-reader-assassin...)
 
I feed della pagina facebook del Fillioley! — dicevo — datemi i suoi feed!
Ma prima ancora di arrivare ai feed, scopro appunto che la sua pagina facebook è pressochè deserta. Bene, penso, niente fuffa e pettegolezzi, ma... anche niente commenti arguti! Ma dove dovrei cercarlo, nella Timeline, è corretto? Zero, solo rotolacampo e piccoli diavoli di sabbia; o almeno così pare a me che visito Facebook dall'esterno... magari per vedere qualcosa dovrei chiedergli l'amicizia... uff... Dov'è, tanto per dire, quel lungo commento ritrovato per caso su Twitter? Boh, evidentemente anche quello, come il misterioso link al mio blog, dev'essere comparso in una conversazione privata...
 
E niente, tutto qui, la morale della storia, il rammarico, l'ho già espresso parecchi paragrafi qui sopra.
Maledetto Facebook e tutti i social network che hanno snaturato internet!
 

9 comments:

Peppe Liberti said...

da esterno vedi solo quello che il titolare dell'account decide di farti vedere (non ti resta che iscriverti ;) )

menozero said...

Un like, un +1 e un retweet perché siamo finalmente d'accordo su qualcosa.
1. Temo sia colpa nostra. Ho sensi di colpa. Perdiamo jabber, perderemo l'email, i blog sono il teatro del 2000...
2. Ora cerco di seguire http://indiewebcamp.com/principles
e anche Blogger, devo dirtelo, non mi pare il caso.

hronir said...

Lo confesso, Peppe: un account di prova, proprio nella speranza di "sbirciare" un po' di più, me lo sono creato, ma non è migliorato granché, nessun contenuto mi si è schiuso...
Forse intendevi dire "non ti resta che entrare nel mondo di Facebook", per la qual cosa, però, non basta, banalmente, crearsi un account...

Eddài, menozero, addirittura "finalmente d'accordo su qualcosa"? Non esagerare :-)
1) Sì, non esistono cose come i pasti gratis e se non stai pagando, sei prodotto; ma qui non ne facevo una questione commerciale, non direttamente almeno: sarei meno riluttante a concedermi come prodotto se non mi costringessero a replicare le dinamiche sociali di "amicizia" in maniera da consentire solo interazioni gerarchizzate...
2) "Blogger, non mi pare il caso" sarebbe a dire che qui non è molto diverso da Facebook? Dal punto di vista "commerciale" che citavi sì, può essere, ma, di nuovo, io sottolineavo i vincoli strettissimi che le dinamiche di facebook impongono al flusso di conversazioni...

Peppe Liberti said...

eh sì, ti devi pure amicare il soggetto, certo.

menozero said...

Tecnicamente, Facebook è solo l'apice (per ora) di una serie di evoluzioni. Alcune di queste avremmo potuto combatterle, spingerele in altre direzioni. Ma ora è tardi. E piangere (come facciamo -- si, anche io) sul RSS perduto è sciocco e fuori tempo.
Blogger non è grave (si scherzava), ma è solo un tassello. Se domani Google se ne interessasse, se si ricordasse che esiste, lo integrerebbe a G+, toglierebbe gli RSS e non so che altro. Lo renderebbe più Facebook.
(WordPress o addirittura Tumblr, ad esempio, sono "meno" Facebook. Se c'è una classifica.)
Socialmente Facebook è solo quello che ha vinto, o sta vincendo. (Chi si ricorda myspace? Ecco, speriamo la stessa sorte a FB...)
Ha senso abbracciare sto schifo (tecnico) social per non rimanere escluso da conversazioni? Eh, temo di si. Dai ragazzi che lo usano al posto dell'email (e di jabber e di internet), e che ricevono vere email solo dai professori (per quello dicevo "teatro": esiste e continua ad esistere, ma non conta più nulla); alla corrente di conoscenza, pubblica o semipubblica, il referrer maggiore, quello che fa scattare la risposta...
Ha senso però tentare di costruire altri strumenti, sperando che al prossimo giro, o a quello dopo, si torni ad usare un internet aperto? Eh, lo spero proprio. Per quello ho linkato indieweb: la loro idea di commenti/conversazioni distribuite, di distribuzione sui social del proprio "contenuto", che però rimane proprio, di software a lungo termine, mi pare la voce più interessante per chi storce il naso a FB.

hronir said...

Eh, Peppe, ma anche lui deve amicare me!

Sì, menozero, direi che concordo su tutta la linea.
Sono rimasto su blogger essenzialmente per inerzia (sì, avevo pensato di migrare su wordpress...) e sì, Dio non voglia che Google si ricordi di lui.
Il modello POSSE è da sposare, ma continuo ad essere riluttante ad entrare su facebook solo per "Syndicate"... (certo il meglio sarebbe addirittura prendersi l'onere dell'hosting, ma richiede tempo e dedizione...)

fabristol said...

Eccomi qua, linkato ben due volte sullo stesso post! No, non ho ceduto a FB. E anch'io come te non capisco le dinamiche di twitter. Lo uso solo per link (e vedo che anche altri fanno lo stesso).

Maurizio Manetti said...

L'hosting te lo offro io gratis, e nemmeno sulle macchine dell'ufficio o presso un fornitore esterno, ma sulla mia istanza ec2 Amazon. Non penso (senza offesa) che il sito generi troppo traffico da impensierire il server. Magari dovresti comunque comprarti un nome a dominio, perché altrimenti posso darti solo un terzo livello dei miei... e dimmi che piattaforma ti serve... wordpress potrebbe andare bene?

hronir said...

Mau, tu mi onori!
Sì, dovrei comunque perdere un po' di tempo per il dominio, il setup della piattaforma (wordpress.org, per quel che ne capisco, sarebbe il meglio!), la migrazione dei contenuti...
Diciamo che per ora lascio prevalere la pigrizia, visto anche il senso di questo blog, sempre in bilico sull'orlo dell'oblio, ma terrò in considerazione l'offerta! — fosse anche solo nei termini di un suggerimento a provare l'ec2 di amazon...