06 October 2008

Progetto Galileo

Come avrete sospettato leggendo l'ultimo commento OT, e come avrete intuito dalla nuova figurina che d'ora in poi campeggerà in alto a destra, sono stato ingaggiato come potenziale collaboratore di Progetto Galileo.
No, su, smettetela di stracciarvi le vesti piangendo per il fatto che ora, diventato mercenario, non troverò più il tempo per aggiornare questo, di blog, nemmeno con la sua usuale cadenza da bradipo: lì bisognerà pensare, quando si scrive, per cui i miei ritmi saranno ancora più lenti.
Al momento, insomma, la cosa è una pura formalità, giusto per poter fregiarmi di una sì nobile appartenenza. :)

10 comments:

fabristol said...

Benvenuto a bordo!
Ah ho dimenticato di darti le brutte notizie: si lavano i piatti a turno eh! ;)

hronir said...

Ecco, lo sapevo io...! :)

Anonymous said...

questo mi ha ricordato una cosa che si fa nell'imaging medico. Quando un'immagine medica viene aquisita in qualche modalità digitale, ad esempio una radiografia, l'immagine è costituita da un insieme di numeri che rappresentano il valore di ciascun pixel. Il modo però con cui rappresenti l'immagine può essere scelto dall'operatore applicando una cosiddetta look-up-table (LUT). La LUT associa il valore del pixel a una intensità luminosa. Ciò può essere fatto in un'infinità di modi. In un'immagine in toni di grigio come sono in genere quelle mediche in pratica si stabilisce che i pixel con valore inferiore a un limite siano neri, quelli superiori a un limite siano bianchi e quelli in mezzo ai due limiti vengano visualizzati con intensità che varia linearmente. I limiti inferiore e superiore però possono essere cambiati a piacere dall'operatore che così stabilisce quale contrasto dare ai diversi pixel. con una LUT posso vedere due strutture con molto contrasto e con un'altra praticamente potrei renderle indistinguibili. Il "contrasto" è proprio ciò che il medico va a cercare tra le strutture che gli interessano, questa ricerca può essere facile in certi casi ma molto delicata in altri e la prima cosa che impara chi deve vedere immagini digitali è cambiare la cosiddetta scala di colore, ovvero in sostanza i livelli di intesnità nell'immagine.
chissà se la cosa c'entra con le tue api...


ciao


p.s.
ma c'entra la storia delle api e i fiori?

hronir said...

Le api i fiori e la vista? Certo che c'entra, ho letto che si può addirittura diventare ciechi! :)

motobrowniano said...

In bocca al lupo!

Federico

Anonimo Parmigiano said...

Ma l'anonimo del terzo commento e' per caso reggiano?

hronir said...

Mah, dal commento non si capisce la forma della testa...

davide scaini said...

mi dispiace ma non posso condividere la tua felicita'...
UN ALTRO BLOG NEL FEED READER!!! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
;-)
vabbe' ti seguiro' anche da li'
d

hronir said...

Ah, davide, conosco benissimo questa malattia... :(

Cristian ++ said...

Bravo Enzo!
Ho letto un paio di post nel blog del progetto Galileo e mi sembra davvero carino!
Grande!
ciao

Cristian