05 February 2007

euroN

Mi e' capitato di rifletterci piu' volte, ultimamente, ma su questa storia degli euro4, euro5... euroN ogni anno, non riesco proprio a trovarmi d'accordo con beppe: se trovo corretto imporre alle case automobilistiche degli standard sempre piu' stringenti sulla riduzione delle emissioni inquinanti per le nuove vetture in produzione, trovo assolutamente ingiusto imporre questi standard anche al consumatore, tramite divieti di circolazione e obblighi alla rottamazione.
Settimana scorsa ho fatto il viaggio Ginevra-Milano su una Fiat Uno Sting dell'87. La macchina era ancora in perfette condizioni (ha solo 65'000 chilometri), abbiamo fatto un pieno di una trentina di litri (scarsi) e siamo arrivati a Milano con piu' di meta' del serbatoio ancora pieno! Sara' anche un euro0, ma provate a confrontarlo con i consumi di una fiammante euro4...!
Ok, se volete questo puo' restare nel campo dell'aneddotica. Il punto e' che se qualcuno ha una macchina vecchia di vent'anni ancora perfettamente funzionante, significa che non ha alcuna voglia di avere uno status symbol e, al contrario, ha semplicemente bisogno di un mezzo per muoversi (andare al lavoro, fare la spesa con un minimo di comodita'). E, piu' importante e piu' verosimilmente, una macchina nuova non puo' permettersela.
Altro che attacco ai grandi gruppi dell'automobile, questo mi sembra solo l'ennesimo aiuto a chi certo non ne ha bisogno.
Senza contare, poi, che anche parlano in termini strettamente ambientalisti e non-sociali, ci sarebbe comunque qualche obiezione da sollevare...

4 comments:

Anonymous said...

In effetti, visto che l'inquinamento esiste ancora, nonostante l'introduzione delle marmitte catalitiche, a che serve continuare? E poi a Bombay una euro 0 sarebbe considerata ecologica, a che serve?
Inoltre considerato che si devono produrre più auto (e anche la produzione ha un costo ambientale) e che la maggior parte delle auto verrà demolita alla meglio (con un costo ambientale ancora maggiore) a che serve?
Probabilmente l'inquinamento delle città non deriva solo dalle auto. Frosinone è la città più inquinata d'Italia, ma abbiamo anche una raffineria alle porte della città, nonché fabbriche chimiche varie. E Frosinone è piccola. Chissà perché in città come Trapani (non per qualcosa, ma per indicare una città non molto industrializzata) non viene mai fermato il traffico.

Rob said...

ciao enzo, sto cercando di capir eun po' meglio questa questione dell eeuro n... sul sito di repubblica c'è una tabella che indica le emissioni delle auto euro 0, 1, 2, 3, 4. in effetti quelle più vecchie hanno delle emissioni molto superiori. se è vero che inquinano significativamente di più allora è anche vero che limitarne la circolazione aiuta ad abbattere gli inquinanti. non credo che i bloccchi del traffico sianosoluzioni (pur essendo le uniche che vedo in giro), sono solo palliativi molto momentanei. semplicemente si dovrebbe scoraggiare l'uso dell'automobile dove possibile. temo che sia però necessario, per farlo , introdurre dei veri e propri divieti (oltre che servizi pubblici efficienti), altrimenti difficilmente le persone ne ridurranno l'uso anche se può essere molto costoso utilizzarla.

Edo said...

Uno dei problemi principi e' che le case automobilistiche non hanno prodotto vetture che consumano meno negli ultimi anni.

Hanno prodotto vetture che hanno piu' potenza e, a parita' di potenza consumano meno di quelle di anni fa.

La tua esperienza e' lampante: la uno sting produce una certa quantita' di trojai per litro di benzina, e si mette nella categoria euro 0. Poi si vede che consuma meno di una altra vettura euro N (N>0). Quindi in totale la uno sting potrebbe anche produrre meno trojai che una nuova euro N.

Mi pare che questo passo fondamentale non sia ancora entrato nelle cervella dei legislatori.

Non trovo giusto costringere i consumatori a cambiare la macchina 100 volte per le questioni di blocco del traffico etc, ma questi problemi sarebbero sempre meno se tutti si cominciasse ad andare in bici.

Ovvia, Pelandroni!

hrönir said...

Ciao Rob!
Siamo d'accordo che l'aria e' irrespirabile, ma ci sono due ordini di problemi, rispetto alla "soluzione" incentivi-acquisti/blocco-circolazione.
Il primo e' legato a quello di cui dice anche Edo, ed in generale legato al problema del modo migliore di risolvere il problema, dove con "migliore" intendo "sul lungo periodo" (e' dall'alba dei tempi che si ricorre al blocco del traffico...). E' inutile ripetere che tutti quei soldi dati alle case automobilistiche potevano essere spesi in maniera diversa, potenziando i mezzi pubblici delle citta' piu' intasate, o anche solo con degli incentivi all'uso del mezzo pubblico, con il prolungamento degli orari di servizio degli stessi (non e' possibile che il sabato sera a Milano non puoi andare al cinema al secondo spettacolo se non hai la macchina!!!).
Ma c'e' un altro problema, di natura non-ambientalista e, se vuoi, sociale. Chi ha una macchina "vecchia" (dal punto di vista legale) e' tipicamente un lavoratore dipendente poco abbiente, che ha tenuto una macchina in perfette condizioni (anche per via delle revisioni...) perche' gli serve davvero, e non come status-symbol, ma come effettivo mezzo di trasporto, per poter fare la spesa con un minimo di agio, per sopperire alle carenze dei mezzi pubblici (perche' se abiti in periferia, a Milano, stai fresco ad aspettare le ore alla fermata del bus le corse che saltano...!), et cetera. Per queste persone il valore dell'auto non e' quello della supervalutazione, perche' a loro serve un'auto per muoversi, e quella ce l'hanno gia'. Comprarne una nuova, anche con gli incentivi, costa molto piu' di quello che possono permettersi.
Capisci quello che voglio dire, compagno? :-)