21 July 2015

Teoria economica, da zero /32.4

Nell'economia in ciclo perenne non ci sono profitti imprenditoriali, dal momento che questi nascono dell'adeguamento della produzione a condizioni che cambiano, ma ci saranno comunque "profitti normali".
Poiché l'origine del profitto del capitale è significativamente differente dall'origine del profitto imprenditoriale, è bene usare per esso un termine diverso: lo chiameremo profitto da interesse. I capitalisti e i proprietari terrieri rinunciano al consumo corrente di parte dei beni a loro disposizione e permettono a tali beni di essere utilizzati per soddisfare bisogni futuri. Il profitto che ricevono per l'uso di quei loro beni è l'interesse; l'ammontare del profitto, il tasso di interesse, è determinato dalla preferenza temporale marginale di tutti gli attori del mercato, esattamente com'è determinato il prezzo degli altri beni: i compratori e i venditori di beni presenti rispetto a beni futuri cercano tutte le possibili occasioni di commercio in cui possono scambiare un bene che valutano meno con uno che valutano più. La preferenza temporale è presente già anche nel caso di un economia con un solo attore e senza scambi: il grado di preferenza di Rich per il consumo corrente rispetto a quello futuro determina quanto sarà disposto a dedicare all'accumulo di beni capitali. Di solito pensiamo all'interesse come al tasso di pagamento per prestiti monetari, il che è corretto, ma, più fondamentalmente, l'interesse è il valore di mercato del differenziale fra beni futuri e beni presenti, è l'espressione della preferenza temporale del mercato.
 
0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12,
13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23,
24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33
 

0 comments: