19 July 2015

Teoria economica, da zero /32.2

Consideriamo, nell'economia in ciclo perenne, un macchinario che sappiamo sarà dato in affitto per mille euro l'anno per i successivi dieci anni, poi si romperà, avendo prodotto una rendita di diecimila euro — per definizione, abbiamo assoluta certezza sul futuro dei prezzi nell'economia in ciclo perenne: saranno esattamente gli stessi di oggi. Ebbene, il prezzo pagato per un tale macchinario sarà certamente meno di diecimila euro: perché? Perché nessuno sarà disposto a cedere oggi un bene per riceverlo identico nel futuro, a parità di tutto il resto — e nell'economia in ciclo perenne tutto il resto è proprio lo stesso! Quindi nessuno pagherà oggi diecimila euro per una macchina che glieli restituirà tutti nei successivi dieci anni. Diciamo che il macchinario si vende per 6'144€. Il capitalista che la compra può affittarla, s'era detto, per 1'000€ l'anno, dunque guadagna un 10% annuo di rendita. Da dove viene quel 10%? La risposta è contenuta nella descrizione stessa che abbiamo appena fatto: è la rendita per il tempo del capitalista, per la pazienza di rimandare il consumo corrente e consentire alle risorse di qualcuno di essere dedicate a consumi futuri. Se, nell'economia in ciclo perenne, la rendita del capitale è del 10%, significa che il 10% è l'utilità marginale della preferenza temporale di compratori e venditori per beni futuri rispetto a beni presenti. Si tratta di quello a cui normalmente ci si riferisce come al tasso di rendimento normale.
 
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