21 March 2010

tanto per dire

Il vero, grosso problema dell'Italia dei valori è questo. Non il personaggio specifico in sè, ma l'essere, l'IdV, facile approdo di quaglie d'ogni dove, con conseguenze che abbiamo già sperimentato sul campo (vedi alla voce Sergio De Gregorio).
Tutti gli altri problemi, solo l'ultimo dei quali è la parlantina rustica di Di Pietro, passano in secondo piano, stante il panorama politico italiano. Perchè il voto è ovviamente un compromesso e non ti basta citare un problema di una parte politica: devi anche convincermi che è peggio di quel che trovo da qualche altra parte.
 
Non ne capisco molto di politica, sono tremendamente ingenuo, ma il mio pensiero è questo: nonostante tutto, nonostante anche il grosso e serio problema delle quaglie, continuo a pensare che, in questo momento, un voto a Di Pietro sia il segnale giusto. Il PD ha smesso di rappresentare un'alternativa possibile, viste le numerose manifestazioni di voglia di inciucio; votare qualcuna delle altre alternative non si distinguerebbe molto dal non-voto.
E del resto la dimostrazione più chiara che l'IdV rappresenta in questo momento la valorizzazione migliore del proprio voto viene proprio da Berlusconi stesso e dalla suo rapporto chiunque ma non lui con Di Pietro (molto vicino, in realtà, al rapporto che hanno un po' tutti, con Di Pietro...).

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