06 December 2020

Verificationism, Falsificationism, Quine

Verificationism, Falsificationism, Quine

01 December 2020

Converts LaTeX tags to unicode

Metto qui sul blog a mo' di appunti i riferimenti ad un utile tool per convertire (nei limiti del possibile) codice LaTeX direttamente in caratteri unicode così che si possano scrivere formule laddove non sia disponibile direttamente LaTeX stesso.
ADDENDUM
Qui — gmarks.org/math_in_e-mail.txt — potete trovare direttamente un elenco di simboli matematici disponibili direttamente in UTF-8, a partire dai caratteri dell'alfabeto greco fino ai caratteri in font Fraktur.

27 November 2020

Le "maschere" servono davvero?

masquerade
Metto qui anche a referenza futura in interessantissimo articolo che discute in dettagli i meccanismi di funzionamento delle mascherine finalizzate alla riduzione del contagio di agenti infettivi: “The Year of Disguises”. È piuttosto lungo e onestamente la prende un po' troppo alla lontana partendo addirittura a discutere la percezione umana del microscopico. Ma si può benissimo saltare la prima parte e cominciare direttamente da quando discute delle mascherine.
Mi sembra molto accurato e senza voler concludere che le mascherine siano totalmente inutili, mi pare che sia importante per ridimensionare le manìe dilaganti sul tema, a partire della totale inutilità dell'uso — figuriamoci dell'obbligo — delle mascherine all'aperto.

26 November 2020

Torniamo ai blog?

Urca, sono più passati più di due anni dall'ultimo post qui!
Visto quello che sta succedendo su Internet, sarà il caso di rispolverare i cari e vecchi blog?
(Non ridete, scommeterei anch'io che non durerà a lungo, ho già preso altre volta, invano, questo impegno... cosa c'è di diverso ora?)
(E so bene anche che allentare la presenza su Twitter o Facebook per venire qui su un'altra piattaforma non self-hosted non è che sia un grande passo in avanti. Ma, diciamo che, a costi contenuti, almeno è un passo in termini di diversificazione.)
E comunque se avessi condiviso qui l'articolo che non riesco più a trovare, ora sarebbe stato molto più facile trovarlo — o scoprire che è stato rimosso.
Allora ci vediamo presto su queste pagine!
 

05 June 2018

Frenfersazioni /2

Il socialino è un posto molto raffinato, frequentato da gente colta e intelligente: ricercatori e professori universitari (è pieno di fisici!), musicisti, docenti, etc... un posto, insomma, dove conversare amabilmente, ricordate?
Anche questa volta ci ho messo tutto il mio impegno a mantenere la calma, ma sarà l'incombenza della minaccia grillina, sarà che quella nello Stato è davvero una religione e come tale non ammette che sia profanata, fatto sta che un mio semplice commento al limite del buon senso — la sproporzione delle pene paventate per l'accusa di vilipendio del capo dello Stato mossa a chi aveva insultato su Facebook il nostro presidente del consiglio — sembra toccare un nervo scoperto, generando reazioni isteriche e rabbiose, che non esitano un secondo a sfociare nell'insulto volgare e gratuito: qui, per la cronaca.

29 March 2018

Bitcoin, la metafora di Internet

 
La metafora di Internet per Bitcoin è molto potente.
Superficialmente potrebbe sembrare una banale analogia di buon auspicio, il rimando a un precedente storico per certi versi simili che oggi possiamo dire abbia avuto successo. Ma se fosse semplicemente così non avrebbe un gran valore: il successo di Bitcoin per molti è ancora tutto da dimostrare, certamente ancora tutto da venire — e si potrebbero fare mille esempi contrari di presunte innovazioni poi fallite miseramente.
Ma per chi conosce bene il contesto e le motivazioni che hanno portato alla nascita dell'esperimento Bitcoin, il parallelo risulta innegabilmente calzante, perché non si limita alla superficie del loro essere entrambe innovazioni tecnologiche: il senso profondo della metafora sta invece nel percorso storico — inimmaginabile — di Internet, che Giacomo Zucco descrive nella prima parte del suo intervento.
 
Oggi per Internet non possiamo che parlare di "successo" se lo misuriamo in termini di diffusione e di pervasività nelle nostre vite; ma se pensiamo anche solo banalmente alle ultimissime polemiche su Facebook e Cambridge Analytica, o alle ricorrenti accuse contro gli interventi dei bot russi sui social network, è tutt'altro che scontato pensare che Internet abbia seguito la via del successo che avevano immaginato per esso i suoi entusiasti preconizzatori della prima ora.
La metafora risulta pertanto estremamente illuminante perché da una parte non c'è dubbio che quello che Bitcoin sta sperimentando segnerà in maniera vasta e profonda il nostro futuro molto prossimo, ma allo stesso tempo non c'è dubbio che le specifiche modalità con cui una cripto-valuta parallela alle vecchie monete a corso forzoso modificherà il panorama economico, politico e sociale restano ancora imprevedibili.
Come per Internet, la certezza è una sola: nulla sarà più come prima.
 
 
Di seguito quindi l'intervento di Giacomo Zucco diviso in due parti: non aspettatevi qualcosa di didascalico o esplicativo, per quello ci sono le spiegazioni "fatte bene" de IlPost (fatte bene fino a un certo punto, visto che vi si afferma che il valore del denaro è una semplice convenzione, ma se sapete poco o nulla di Bitcoin resta comunque un buon punto di partenza); qui non si spiega molto, c'è più che altro entusiasmo (Zucco — come si dice? — buca il video) e spunti di riflessione e pretesti per ulteriori approfondimenti.
 
 

13 February 2018

La blogosfera su Facebook

 
Sì, la blogosfera si è definitivamente spostata (e allargata, ma questo è un altro discorso) su Facebook.
«Neither superposition nor entanglement are quantum features. Thet are both a feature of wave mechanics. What makes quantum "quantum" is the collapse of the wavefunction, nothing else. Incidentally this makes quantum entanglement much more interesting and counterintuitive than its classical counterpart.»
Purtroppo non posso linkare perché — ed è questo il problema di Facebook — la conversazione è ristretta agli «amici».

24 January 2018

Strategie di conversazione

 
Mi sono impegnato: mi sono morso la lingua a ripetizione, ho contato 10 volte fino a 10, e tutto sommato mi sembra di non aver mai sbroccato.
Ma i risultati non sono stati incoraggianti.
Cioè, all'inizio sembrava: vedi thread di commenti qui.
Si era partiti molto tesi, ma il mio sollevare la questione del dialogo, il non rispondere a tono ma nel merito, secondo me ha avuto il suo effetto nel far proseguire i commenti in maniera più pacata.
 
Poi, però — in un altro thread (il post è mio, ma la conversazione l'ha iniziata lui, e mi ha fatto piacere) — non siamo riusciti a non finire con l'insulto.
Peccato, ma non la considero una controprova: mantenere i toni pacati non è cosa che dà risultati immediati.
 
Vero Franco?
 
PS
Sì, ormai prendo atto che i blog sono morti: se non sei su un social network nessuno commenta più. Cosa aspettate a chiedermi l'amicizia su Facebook?

31 December 2017

MUSE

MUSE, Trento
MUSE, interno del livello -1 e grande vuoto.
(Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
Siamo stati al MUSE di Trento, un vero spettacolo.
 
Cosa ti è piaciuto di più? — mi hanno chiesto.
È difficile dirlo, non credo ci sia qualcosa che da sola metta in ombra il resto: è un effetto d'insieme, fatto di maestosità e di estrema cura del dettaglio.
La ricostruzione degli animali è stupefacente, ancor di più per il fatto di potersi avvicinare ad osservare fino a sbatterci il naso — la donna e l'uomo primitivo, ma soprattutto il ragazzino sono mozzafiato, tanto sono reali.
La loro disposizione sospesa lungo tutti e 5 i piani è di grandissimo effetto, così come di grandissimo effetto è la sezione sull'evoluzione del piano inferiore, a partire certamente dagli imponenti scheletri, ma senza dimenticare le riproduzioni di organismi primitivi — mi emoziona sempre pensare alla fauna di Ediacara e alla sua iconica hallucigenia.
Anche la sezione "interattiva", con i mille giochi da sperimentare in prima persona per la gioia di grandi e bambini, è per la prima volta nella mia esperienza in Italia all'altezza dei grandi musei europei. Noi siamo stati dentro 5 ore (ok, sì, di cui due di laboratorio) solo perché abbiamo sottovalutato quale sarebbe stata l'esperienza e ci siamo ritrovati sorpresi dall'orario di chiusura a dover concludere in fretta il nostro percorso, altrimenti chissà quanto tempo ancora ci saremmo trattenuti!
 
PS
Dieci anni fa avrei per prima cosa scritto questo post; oggi mi è scappato giusto un tweet striminzito. C'è voluto un commento di Marco per spronarmi a spendere due parole in più. Con tutto il male che si può dire, Facebook è anche questo.

24 September 2017

L'anima /9

 
Mentre seduto nel banco fissava calmo il viso severo e astuto del rettore, la mente gli serpeggiava dentro e fuori i sottili quesiti che si proponeva. [...] Se un laico nel battezzare versa l’acqua prima di dire le parole, è battezzato il bambino? E’ valido un battesimo somministrato con acqua minerale? Com’è che, mentre la prima beatitudine promette il regno dei cieli ai poveri di spirito, la seconda beatitudine promette anche, ai miti, il possesso della terra? Perché il sacramento dell’eucaristia fu istituito sotto le due specie del pane e del vino, se Gesù Cristo è presente, carne e sangue, anima e divinità, nel solo pane e nel solo vino? Una piccolissima particola del pane consacrato contiene tutto il corpo e il sangue di Gesù Cristo o ne contiene soltanto una parte? Se il vino si muta in aceto e l’ostia si corrompe dopo la consacrazione, Gesù Cristo è ancora presente sotto le loro specie come Dio e come uomo?
 
James Joyce, Ritratto dell’artista da giovane
 
 

04 June 2017

Frenfersazioni

 
I blog sono morti.
Non è solo Facebook, pare proprio che per una chiacchierata sul web non si possa più fare a meno di un qualche socialino qualsiasi.
Non si spiega altrimenti che uno dei miei soliti post desolati — quello qui sotto di venerdì — capaci di racimolare qui sul blog, se va bene, un rotolacampo all'anno, postato di là riesca a raccogliere in soli tre giorni un bel thread da cara vecchia blogosfera.
 

02 June 2017

Higgs sulla Luna

 
Il tema è "il solito" nightmare scenario, ma uno degli elementi che rendono l'articolo interessante è il parallelo fra la "big science" della fisica delle alte energie e il programma Apollo della NASA per portare l'uomo sulla Luna. E a dir la verità la cosa interessante non è nemmeno tanto nel parallelo, ma proprio nella prospettiva con cui descrive l'impresa del volo spaziale con equipaggio, molto diversa, io credo, dall'usuale prospettiva con cui viene percepita dagli appassionati di scienza, fantascienza ed esplorazione spaziale in particolare. Una prospettiva, quella tratteggiata da Jester, essenzialmente oggettiva e tutto sommato auto-evidente, nonostante ci sia bisogno di esplicitarla per bene perché risulti evidente.
 
Finanziato nel 1961, il programma Apollo della NASA portò in soli otto anni il primo uomo sulla Luna. Tale straordinario successo, frutto di investimenti giganteschi, sembrava presagire l'alba di una nuova era nella storia dell'umanità. Non possiamo non riconoscere, oggi, che quello fu in realtà l'apice, e non l'inizio, dell'esplorazione umana dello spazio.
Terminate le missioni lunari, il programma spaziale fu ridotto e si decise di puntare su un veicolo ri-usabile capace di portare carico pesante ed equipaggio in orbita bassa: lo Space Shuttle. Per dare uno scopo a tale progetto si pensò ad una stazione spaziale, l'ISS, per la costruzione e il rifornimento della quale usare lo Shuttle. La stazione internazionale è diventata un laboratorio spropositatamente costoso in cui effettuare esperimenti in gran parte poco o punto interessanti. Le poche eccezioni, come il rivelatore di raggi cosmici AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), avrebbero potuto essere effettuate con un lancio di un satellite indipendente ad un frazione del costo.
Sulla stazione spaziale internazionale sono stati spesi centinaia di miliardi di dollari senza obiettivi precisi e senza rilevanti progressi tecnologici o scientifici.
A margine del programma spaziale con equipaggio, NASA ed ESA hanno sviluppato una varietà di missioni indipendenti senza equipaggio: hanno lanciato sonde verso Marte, Giove, Saturno e Plutone, verso comete e asteroidi; hanno messo in orbita satelliti con sofisticati rivelatori su programmi di fisica fondamentale di grande impatto: COBE, WMAP, Plank giusto per dirne alcuni.
Tutti questi progetti sono stati di gran lunga più piccoli e più economici del programma spaziale con equipaggio umano.
 

01 May 2017

L'anima /8

 
[…] alla sua età al ginnasio si son letti Goethe, Schiller e Shakespeare, e forse addirittura i moderni. E queste letture, mal digerite, rivengono fuori in tragedie di argomento romano o in liriche sentimentali, rivestite di periodi lunghi pagine intere oppure nella delicatezza di pizzo di frasi continuamente interrotte: tutte cose in sè assolutamente ridicole, ma di inestimabile valore per quanto riguarda la sicurezza dello sviluppo. Infatti, queste associazioni estrinseche, questi sentimenti presi in prestito aiutano i giovani a superare il pericoloso e cedevole suolo spirituale di quegli anni in cui si sente di dover significare qualcosa per se stessi, ma si è ancora troppo immaturi per significare davvero qualcosa. Non importa che in seguito nell’uno rimanga qualcosa di questo e nell’altro nulla; a quel punto ciascuno avrà già fatto i conti con se stesso, e il pericolo sussiste solo nell’età di passaggio. Se si potesse mostrare a uno di quei giovani quanto è ridicola la sua persona, gli mancherebbe il terreno sotto i piedi, oppure precipiterebbe come un sonnambulo svegliato di colpo, che all’improvviso non vede intorno a sè altro che il vuoto.
 
Robert Musil, Il giovane Törless
 
 

26 March 2017

Diverticoli devoniani e vita intelligente

«Non è curiosa l'evoluzione? Il nostro orecchio medio è una camera con un tubo che nel Devoniano serviva a respirare, dove alloggiano ossicini ridotti (incudine e martello) che nel Devoniano (e almeno fino al Triassico) servivano per muovere le mandibole, per masticare. Dentro il nostro organo auditivo abbiamo vestigi[a] di un sistema respiratorio e mandibolare paleozoici.»
 
In un post di ampio respiro, “Buena Vista”, ovvero: come imparammo a vedere e a riflettere meglio [edit] (sic), Andrea Cau tratteggia un affresco, dicevo, dal fascino reverenziale, che si sviluppa contemporaneamente su piani ancestrali e moderni, lungo direttrici insieme contingenti e geologiche.
 
L'ancestrale contingenza è quella di alcuni sarcopterigi paleozoici — pesci dotati di due sistemi di approvvigionamento del comburente: il solito, che preleva ossigeno dall'acqua tramite le branchie, ed uno più efficiente che lo preleva dall'aria usando un diverticolo del sistema digerente — che per meglio adattarsi ad acque basse, torbide e relativamente poco ossigenate avevano evoluto, attorno al passaggio fra il Devoniano Medio al Superiore, una posizione più dorsale per il loro spiracolo e per le orbite oculari, nonché un aumento di dimensione di quest'ultime.
 
La prospettiva moderna su scala geologica riguarda il drastico cambio di contesto che l'accesso al nuovo ambiente subaereo avrebbe comportato: da un mondo sensoriale limitato a pochi centimetri (non solo in termini visivi, anche in termini di linea laterale), cioè uno spazio di azione di pochi secondi, ridotto quindi a mere reazioni, rapidissime e immediate, cioè generali e semplici, ci si affacciava su un mondo più vasto, con visibilità a lungo raggio e spazi d'azione su tempi più lunghi, in cui ci si poteva concedere il lusso di comportamenti più elaborati, differenziati in base al contesto: un mondo, cioè, in cui un cervello più sviluppato poteva costituire vantaggio evolutivo.